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LIBRO 1 - CAPITOLO 1 - LA SPERANZA E L'OMBRA - 11/05/2965 - DUDO

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Seguì il locandiere che gli stava facendo strada. Sorrideva a destra ed a manca, fermandosi di tanto in tanto lungo il tragitto, perchè qualche foglio era caduto a terra. Nel qual caso s'inginocchiava, e tipicamente capitava che, per raccogliere il foglio caduto, nel perdesse altri tre a terra. Prima che tutti i fogli tornassero in mano erano trascorsi diversi istanti, ed il pur breve tragitto tra la sala principale e la sala appartata dove erano diretti, iniziò a diventare insopportabilmente lungo. Dudo sorrise a Barnaba Farfaraccio che lo stava attendendo davanti ad una grossa tenda di colore rosso. Quando la tenda venne sollevata, questa rivelò un'apertura che conduceva in una stanza appartata laddove erano seduti un ragazzo, un'elfa ed un nano. La più strana combriccola che avesse mai visto. Come suo solito entrò sorridendo e solo dopo aver osservato bene da vicino tutti e tre gli occupanti la stanza si rese conto di avere ancora in mano tutte le sue mappe ed i suoi dis...

LIBRO 1 - CAPITOLO 1 - LA SPERANZA E L'OMBRA - 11/05/2965 - NUR

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GDR Nur seguì il locandiere che intanto gli faceva strada. Nel suo pesante incedere, che in parte era naturale, nanesco, in parte era dovuto ai pesi che trasportava, lanciò occhiatacce in tutte le direzioni a tutti gli avventori del Cavallino Rampante che lo guardavano caracollare dietro a Barnaba Farfaraccio. Ogni occhiataccia torva era accompagnata da un pensiero scontroso - Che hai da guardare, ficca la testa nel piatto che hai davanti - Che vuoi tu? Bevi dal boccale, da bravo, se non vuoi avere guai? - Mai visto un nano? - questo grosso modo era il tono dei pensieri del nostro buon vecchio Nur. Quando Barnaba si fermò per scostare una tenda e lasciarlo passare lui quasi lo travolse. Nel suo incedere voltandosi a destra e sinistra, non prestava molta attenzione alla sua guida. Superò il locandiere che nel frattempo gli teneva la tenda sollevata per farlo entrare. Sul volto era ancora dipinto lo sguardo torvo di pochi istanti prima, il quale, però, mutò in un istante in uno sguard...

LIBRO 1 - CAPITOLO 1 - LA SPERANZA E L'OMBRA - 11/05/2965 - NIMRODEL

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Se avesse incontrato qualche sua amica in quella stanza separata di quella locanda di Brea, pensiero assolutamente improbabile, le avrebbe confessato di essere stata particolarmente a disagio per tutti quegli sguardi che le erano stati rivolti da pressoché chiunque. Ora era seduta su una sedia, sola, in quella stanza vuota. Sentiva solo il vociare delle persone provenire dal salone principale e la voce dell'oste che rispondeva a domande o richieste con frasi brevi. Era solito ripetere con un "Arrivo subito" o con frasi lasciate a metà. Nimrodel si guardava intorno, la stanza era relativamente spoglia e c'era odore di chiuso, che veniva però coperto dal profumo che pervadeva l'intera locanda. Non le dispiaceva quella solitudine, giusto il tempo di riprendersi dal disagio di pochi istanti prima. Passata circa una mezz'ora si alzò in piedi e si diresse alla tenda. Da principio la scostò pian piano per guardare la situazione al di là di essa. Voleva intercettare B...

LIBRO 1 - CAPITOLO 1 - LA SPERANZA E L'OMBRA - 11/05/2965 - ORODRETH

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GDR Quando il giovane entrò nella saletta appartata, dopo l'oste, vide, seduta al tavolo, una bellissima elfa. Rimase sbigottito. Non si aspettava di trovare un'elfa in una locanda a Brea. Era a dir poco stranito. Barnaba Farfaraccio lo tolse dall'imbarazzo comunicando che a breve sarebbe stato servito il pranzo.  Tenendo gli occhi sull'elfa Orodreth rispose a Barnaba, ringraziandolo e dicendo che per il pranzo andava bene qualsiasi cosa. Orodreth si rese conto della sua maleducazione. Fece un cenno all'elfa presentandosi e sedendosi al tavolo con un sorriso. " Perdona la mia aria sorpresa, non mi aspettavo di trovare un'elfa qui a Brea. Ti chiedo scusa per la mia maleducazione. Il mio nome è Orodreth e vengo dal nord. " Rimase in silenzio e dopo un breve istante la tenda fu scostata nuovamente ed un buon pranzo fu servito in tavola: uno spezzatino con patate ed erbe di stagione che sprigionavano un profumo che sapeva di orto. Vennero posate sul tavolo...

LIBRO 1 - CAPITOLO 1 - LA SPERANZA E L'OMBRA - 11/05/2965 - MAESTRO DEL SAPERE

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GDR L'atmosfera nella stanza era in qualche modo tesa. Le parole di Gilraen avevano sorpreso i presenti. Sicuramente si era colto il fatto che la donna fosse una figura di una certa importanza. I nomi di Imladris e di Elrond ancora risuonavano nella mente di Nimrodel, Dudo Duepiedi, Nur e Orodreth. Gilraen fece una pausa e prese fiato. Sorrise. Era ben cosciente che forse stava spaventando qualcuno di loro, ma doveva capire di che pasta erano fatti. Prese ancora una volta fiato e continuò. " Se i vostri cuori saranno così forti da decidere di abbracciare la nostra causa contro l'Ombra, perseguendola insieme, potrete anche, al contempo: proteggere i più deboli e tutti coloro che non sono in grado di farlo da soli... " disse guardando Nimrodel, sorridendole. " ...combattere contro il Nemico ed i suoi servi... " disse voltando la testa verso Orodreth, passando dal sorriso ad uno sguardo serio e duro. " ...visitare molte terre straniere per poterle studiare...

INTRODUZIONE - 11/05/2965 - MAESTRO DEL SAPERE

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Silenziosi come la notte. Non c'era altro da dire. Non si udì nemmeno il frusciare delle vesti. Nemmeno gli hobbit sapevano esserlo così come gli elfi alti. Erano in quattro ad accompagnare la figura incappucciata e nessuno di loro produceva alcun rumore. Il sole era calato da diverso tempo e l'ora della cena era appena passata. La donna fece un cenno ai due elfi alti che erano con lei. I due si avvolsero nei loro mantelli, si accostarono ai tronchi di due grandi alberi e sparirono. Anche avendo assistito alla scena, il tempo di un battito di ciglia, e si sarebbero persi di vista. La donna proseguì il sentiero per giungere da est alla grande siepe di Brea. La guardia che aprì la porta dapprima, nell'oscurità, non la riconobbe. Poi al saluto della donna strabuzzò gli occhi, arrossì non visto, e senza fare domande, indugiando in un inchino un poco troppo servizievole, non le fece domande, ma la lasciò passare indisturbata. Aveva evidentemente riconosciuto la signora che aveva...

INTRODUZIONE - 11/05/2965 - DUDO DUEPIEDI

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Il tepore della terra riscaldata dal sole veniva ora pian piano mitigato dall'aria fresca che stava avvolgendo tutto quanto. Il caldo del sole che aveva cancellato il ricordo della pioggia mattutina, si era portato dietro anche diversa umidità ed a sua volta, l'umidità, si era portata dietro le zanzare. L'avanzare dell'hobbit era stato tutto, soprattutto nella parte finale del viaggio, un susseguirsi di sbuffi e schiaffi a se stesso. Schiaffi alle braccia, dietro il collo, sulla guancia sinistra e sulle gambe. Un susseguirsi di CIFF! CIAFF! UFF! La sera stava scendendo velocemente e la vista delle luci delle case della collina di Brea, le prime che vide, furono per Dudo Duepiedi un vero toccasana. Una liberazione. Quando poi l'intera città apparve nascosta dalla sagoma della grande siepe Dudo sorrise. " Facciamo una corsa mia prode compagna? " disse rivolgendosi alla cavalla che trasportava due borse in groppa e che non aveva alcuna intenzione di partire d...

INTRODUZIONE - 11/05/2965 - NUR

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Per fortuna il tempo era migliorato. Dopo una mattinata di pioggia che aveva reso la strada una bella pozza di fanghiglia, ora un sole caldo stava cercando di rimediare, scaldando a più non posso tutto quello che la sua luce poteva toccare. Il nano si voltò verso Baldomera e le accarezzò il muso con la mano sinistra, mentre con la destra continuava a tenerla per le briglie. La carezza fu dolce e amorevole, come a dirle di tenere duro ancora per poco, infatti la grande siepe di Brea era ormai in vista. Il gesto gentile e premuroso di Nur era in netto contrasto con la sua aria accigliata e seriosa. La piccola asinella dal pelo grigiastro macchiato di bianco stava trasportando due sacche appese ai lati, lo scudo, l'ascia e la spada del nano, che camminava lateralmente rispetto al centro della strada. Anche se non sembrava, vista l'espressione del volto, l'arrivo del sole gli aveva fatto piacere. Era pur vero che la compagnia di nani mercanti, diretti alla montagna solitaria, a...

INTRODUZIONE - 11/05/2965 - ORODRETH

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La pioggia battente aveva accompagnato la prima parte del cammino di quella mattina, ma per fortuna in quel momento aveva smesso. Orodreth si guardò intorno. Il Verde cammino  o la Verde via, come qualcuno anche la chiamava, era libera. Non si vedeva anima viva guardando in tutte le direzioni. Quella direzione non era quella preferita od usata dai mercanti o da altre persone in generale. Tipicamente solo i ranger la percorrevano. E così era anche quel giorno.  Orodreth percorreva da giorni il mare verde che era diventato la strada che conduceva da nord verso il villaggio di Brea e che era circondato da antiche rovine e continuamente pensava a quello che era successo. Era stato convocato da qualcuno di importante. Qualcuno che poteva inviare un alto elfo come messaggero (e non erano molti coloro che potevano permettersi una cosa del genere). Dalla firma al fondo del messaggio Orodreth pensava anche di sapere chi fosse stato a convocarlo e la cosa sicuramente lo lusingava molto,...

INTRODUZIONE - 11/05/2965 - NIMRODEL

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La pioggia battente del primo mattino fiaccava le spalle della figura che si stava approcciando lungo la strada proveniente da ovest. La giovane elfa era irriconoscibile sotto il mantello ed il cappuccio ben serrati, rispettivamente, sopra spalle e testa.  Aveva viaggiato attraverso boschi e prati fino a pochi chilometri prima di giungere al crocevia di Brea; poi era scesa lungo la strada per confondersi tra i pochi viaggiatori di quella mattina piovosa. I pochi carretti che andavano verso Brea o che da Brea muovevano verso la Contea occupavano la fangosa parte centrale della strada ed arrancavano a fatica. Lei cercava di tenersi al margine di essa, laddove l'erba ed il terreno ancora induriti non erano completamente zuppi e mollicci. Alzando la testa si accorse di essere ormai alle porte della cittadina di Brea. La grande siepe che circondava l'intero abitato era ora ben visibile, così come il fossato che la lambiva. I pennacchi di fumo che si alzavano dai comignoli delle case...

INTRODUZIONE - 01/05/2965 - MAESTRO DEL SAPERE

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Buonsalve a tutti quanti cari amici, con oggi iniziamo a giocare per immergerci nella Terra di Mezzo e raccontare una storia insieme. Prima di iniziare con il gioco vero e proprio vorrei ricordare a tutti le modalità di gioco e chiudere con un annuncio pubblicitario.  Questo blog ha l'obbiettivo di raccontare una storia ambientata nella Terra di Mezzo attraverso le regole del gioco di ruolo L'unico Anello seconda edizione. Al momento sono il solo giocatore per cui, come già sto facendo per altri progetti ( sToRiE DaL DaVoKaR e sToRiE DaL NoNo MoNdO ), giocherò sia il ruolo del Maestro del Sapere sia quello dei quattro personaggi che sono stati presentati fino ad oggi. Se ovviamente qualcuno volesse aggregarsi alla compagnia con un proprio personaggio o volesse prendere il controllo di uno dei personaggi esistenti non ha che da contattarmi (arkan-punto-shamano-chiocciola-gmail-punto-com) ed iniziare a giocare insieme con me. Come si gioca? Il tutto è davvero molto semplice e mu...