LIBRO 1 - CAPITOLO 2 - PAUSA BREATINA - 14/06/2965 - GRUPPO

NoN GdR

Permettetemi un piccolo salto indietro nel tempo, in particolare alla mattina del 14/06/2965.


GdR

La mattina del nuovo giorno si presentò tiepida e secca, fino a quando, con il sole che descriveva il suo arco nel cielo, sempre più alto, non si aggiunse un venticello leggero leggero a rendere il tutto piacevole e sopportabile. La vita a Brea scorreva come ogni santo giorno, le persone sembravano incuranti di quello che succedeva nella terra di mezzo a meno che la cosa non interessasse qualche loro parente o direttamente le loro tasche. Ecco perchè, alla fine, erano tutti piuttosto di buon umore.


Quando Dudo scese dal letto trovò Nimrodel, Nur, Orodreth e Targon già di sotto. Erano seduti al tavolo della stanzetta che Barnaba aveva riservato loro. La tavola recava ancora i resti della colazione che avevano consumato.

"Ed infine eccovi mastro Dudo, ben alzato!".

Le parole di Nur accolsero l'hobbit, mentre una mano gli scivolava in tasca e ne usciva subito dopo stringendo una moneta, che passò poi nella mano di un sorridente Orodreth.

"Mi avete fatto perdere una moneta signor hobbit!"

"Io? In che modo?"

"Ero convinto sareste sceso per l'ora di pranzo!"

"Oh no no, il mio stomaco è abbastanza abitudinario, quasi una clessidra! Ora vi prego di scusarmi ma vado a cercare il signor Farfaraccio..."

Tutti e quattro gli altri avventori sorrisero.

"Quanto dovremo attendere?" domandò Targon.

"Non ci è dato saperlo..." rispose Orodreth, "...ma confido che le parole del signor Barnaba non cadranno nel vuoto!"

Quando Dudo Duepiedi tornò portava stretti in grembo due pani, un vasetto di marmellata ed uno di miele, ed una brocca con dell'acqua.

"Sono certa che Dama Gilraen sarà di parola" disse Nimrodel.

Quando ebbe terminato di fare la colazione il gruppo decise di dedicare qualche ora prima di pranzo per chiacchierare e fare due passi.


Passarono una buona giornata, anche se, comunque, fecero tutti attenzione a non farsi vedere troppo in giro, tutti a parte Dudo, ovviamente.

Il giovane hobbit, infatti, decise di andare a visitare tutta Brea, ne voleva fare degli schizzi ed una mappa. Al suo fianco la compagna elfa, che di per sè non fece nulla per attirare l'attenzione, ma volente o nolente l'attirò. Camminando e chiacchierando i due compagni si ritrovarono in cima alla collina. Passarono nei vicoli su cui si affacciavano le finestre tonde delle case hobbit che vivevano a Brea. dudo ne trasse diversi bei disegni e mappe per il suo progetto. Nimrodel godette della chiacchierosa compagnia dell'hobbit. Entrambi rimasero seduti per una buona mezz'ora sulla cima della collina guardando in tutte le direzioni e godendo della vista che il panorama aveva da offrire. 

"Sembri felice Dudo..." disse all'improvviso l'elfa.

"Sì, sono felice perchè qui, in qualche modo mi ricorda casa mia. Sarà l'aria, sarà l'atmosfera, non so. E poi guarda..." rispose all'elfa indicando con il dido verso est.

"Là dietro quelle colline, i Poggitumuli c'è la vecchia foresta e poi c'è la Contea".

"Sono felice di essere vicino a casa". Fece una pausa di riflessione.

"Non mi fraintendere. Sono ben felice di aver intrapreso questa avventura, anche se non mi ero certo immaginato di dover combattere come in quella tomba; però, essere vicino a casa è qualcosa che mi rinfranca il cuore, mi fa stare bene."

"Ti capisco piccolo amico. Ti capisco bene!"

Sulla strada del ritorno incrociarono anche Nur, laddove il nano stava tornando anche lui alla locanda.

"Ehi, che facce allegre che avete!"

"Anche la vostra non è da meno, mastro nano..." disse Dudo, sorpreso

"Già! Ne avevo sentito solo parlare ed ho voluto constatare la cosa con i miei occhi..."

"Di cosa parli Nur?" domandò l'elfa incuriosita.

"Sì sì, per favore, non teneteci sulle spine!" rincarò Dudo.

"Parlo della locanda conosciuta come la Casa Nanica gestita da quella canaglia di Luki. Non oso ripetere qui le parole sboccate di alcune delle canzoni che gli ho sentito cantare, ma vi assicuro che mi sono davvero divertito. La dentro si respira per davvero la tanto rinomata accoglienza nanica. Ah, che tipo quel Luki!" concluse con una pacca sulla coscia.


Rientrarono tutti e tre sorridenti alla Locanda, laddove trovarono Orodreth e Targon sempre seduti là dove li avevano lasciati la mattina. Smisero di parlare tra loro per accogliere Nur, Nimrodel e Dudo e tutti insieme ascoltarono i resoconti di Dudo e Nur e consumarono la cena.

 All'arrivo del signor Farfaraccio con un misterioso biglietto, facilmente la risposta alla loro richiesta di poter parlare con Dama Gilraen, i pensieri di tutti tornarono a quanto successo sui pendii dei monti Azzurri, presso la Rovine della torre di guardia, laddove, avevano salvato Targon, il capo della guarnigione di ranger che presidiavano la zona.

Orodreth prese il biglietto e lo aprì.


NoN GdR

Mi scuso per questo post che potrebbe sembrare poco utile al gioco, ma sentivo la necessità di inserire qualche intermezzo per le interazioni del gruppo.

Ovviamente per scoprire cosa dice il biglietto dovremo attendere il prossimo post.


Ed ora non mi rimane che salutarvə e darvə appuntamento...
...al prossimo incontro!


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